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PIANO INTERRATO CIF
Corpo e Anima
#CorpoAnima
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BIBLIOTECA L'ARCA
Memoria
#Memoria
“L’infanzia interrotta” è una mostra collaborativa e multidimensionale nata dall’incontro tra War Childhood Museum, World House di Rondine e Rondine International Peace Lab.
Attraverso suoni, oggetti e testimonianze, il percorso racconta la guerra da un punto di vista diverso: quello dei bambini e delle bambine, di chi la vive nella fragilità dell’infanzia e ne conserva tracce profonde nella memoria.
La sezione sonora apre la mostra con un registro anche autoironico, pensato per favorire ascolto e dialogo tra i Paesi dell’ex Jugoslavia, un tempo divisi dal conflitto armato.
Gli oggetti accompagnano poi il visitatore dalle cause politiche della guerra alle sue conseguenze più intime e umane, trasformando storie personali in esperienze capaci di parlare a tutti.
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SALA GIOCONDA
Memoria
#Cittadinanza Globale
Una mostra artistica e narrativa nata dall’esperienza di Adelina, Rondine d’Oro kosovara, per raccontare come il linguaggio possa trasformarsi da confine a luogo d’incontro. Le parole possono ferire, dividere, costruire muri invisibili tra le persone e tra i popoli. Ma possono anche aprire passaggi, generare ascolto, diventare strumenti di riconoscimento reciproco.
È da questa tensione che nasce “Found in Translation: quando le parole costruiscono ponti”, una mostra che attraversa il rapporto tra linguaggio, pregiudizio e riconciliazione. Il percorso prende forma dall’esperienza di Adelina, arrivata a Rondine dal Kosovo e oggi Rondine d’Oro, e invita il pubblico a guardare le parole non come semplici segni, ma come luoghi abitati dalla memoria, dal conflitto e dalla possibilità di cambiamento.
Parole che in passato sono state usate per escludere, separare o definire l’altro come nemico vengono rilette alla luce delle 12 parole del Metodo Rondine, trasformandosi in valori di empatia, ascolto e conciliazione. Attraverso storie, immagini e fotografie, la mostra racconta un passaggio essenziale: il linguaggio smette di essere frontiera e diventa dialogo. Perché non sempre la comprensione si perde nella traduzione. A volte, proprio nella traduzione, si trova un modo nuovo per incontrarsi.
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LEOPOLDINA
SOTTO TERRAZZA
Umanità
#Umanità
Questa mostra nasce dal desiderio di aprire uno spazio sincero di ascolto e riflessione su un tema delicato, profondo, spesso tenuto nascosto: la paura. Chi arriva a Rondine guarda spesso agli studenti e alle studentesse della World House come a un esempio di coraggio. Ci sentiamo dire: “Siete bravissimi”, “Avete fatto una scelta straordinaria di venire qui”, “Siete un segno di speranza”. Ed è vero. Ma raramente qualcuno si ferma a chiedere che cosa si muova davvero dentro di noi. Che cosa ci ferisca. Che cosa ci inquieti. Che cosa continui a farci paura. Molte delle nostre paure legate ai luoghi da cui proveniamo: società attraversate da tensioni, ingiustizie, silenzi. Legate ai conflitti che abbiamo visto, alle reazioni delle persone e delle istituzioni, agli ambienti in cui siamo cresciuti e alle domande che ci portiamo addosso anche quando cambiamo Paese, lingua, casa. In questa mostra, quelle paure trovano una forma attraverso il linguaggio dell’arte visiva.
La mostra è curata dalle studentesse della World House di Rondine
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VILLA SALA 1
Arte
#Arte
Sono passati quattro anni dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina: era il 24 febbraio 2022.
La mostra attraversa questa frattura, trasformando le coordinate geografiche in un archivio intimo della memoria. Che ne è dei luoghi del quotidiano?
Il percorso mette in dialogo immagini provenienti da archivi personali e da Google Street View con fotografie attuali, realizzate dopo i bombardamenti e tratte dai media ufficiali.
Ne emerge un viaggio che interroga la fragilità di ciò che sembra permanente e la forza della testimonianza: gli edifici crollano, ma i ricordi restano, fondamenta di un futuro ancora da scrivere.
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CENTRO INTERNAZIONALE DI FORMAZIONE
Corpo e Anima
#CorpoAnima
L’opera di Alessandro Marrone nasce nel percorso di avvicinamento a YouTopic Fest 2026 e ha preso forma sabato 16 maggio in Piazza Risorgimento, ad Arezzo, come gesto pubblico di arte partecipativa. Cittadine e cittadini, studentesse e studenti sono stati invitati a contribuire con colori, segni e parole alla creazione di un’immagine collettiva dedicata al tema dell’edizione: “Inquietudine. Come custodire la scintilla dell’umano?”.
Al centro dell’opera una figura fragile e luminosa, attraversata da crepe dorate ispirate al Kintsugi, custodisce una scintilla tra mani protettive, rondini e aeroplani di carta: simboli di ferita, ricomposizione, libertà e desiderio di futuro. Accanto al lavoro di Marrone, l’installazione “Volo Catartico: dallo scarto alla scintilla” ha trasformato paure e pensieri trattenuti in aeroplani pronti a prendere il volo.
Arrivata a Rondine, l’opera porta con sé la memoria della piazza e la voce degli studenti della World House, giovani provenienti da luoghi segnati dal conflitto. È una soglia simbolica: un invito a non cancellare l’inquietudine, ma a riconoscerla come materia viva da trasformare in relazione, ascolto e possibilità di futuro.
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CENTRO INTERNAZIONALE DI FORMAZIONE
Arte
#CorpoAnima
La classe 3A Fig. 1 – Arti figurative del Liceo Artistico Piero della Francesca presenta due percorsi espositivi nati da una stessa ricerca: interrogarsi sul conflitto, sull’identità e sul rapporto che ciascuno costruisce con l’altro.
La mostra pittorica “Chi sono io, chi è l’altro” raccoglie opere in cui gli studenti hanno tradotto in immagini il proprio punto di vista sul conflitto. Ogni quadro diventa una domanda aperta: chi sono io quando incontro una differenza? Chi diventa l’altro quando lo guardo davvero? Attraverso colori, forme e composizioni, la pittura diventa uno spazio di ascolto interiore e di confronto.
Accanto al percorso pittorico, la mostra scultorea “Storie vissute, impronte nell’arte” nasce dall’ascolto empatico dei racconti dei ragazzi e delle ragazze della World House di Rondine. Cinque sculture danno forma a storie vere, segnate da guerra, distanza, memoria e trasformazione. Gli studenti hanno raccolto quelle voci e le hanno restituite attraverso la materia, trasformando l’esperienza dell’altro in un’impronta artistica condivisa.
Due mostre, dunque, ma un unico cammino: passare dal conflitto alla relazione, dallo sguardo individuale all’incontro, dall’ascolto alla creazione. L’arte diventa così non solo linguaggio espressivo, ma possibilità concreta di riconoscere l’altro senza cancellarne la storia.
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SALA LEONARDO
Cittadinanza Globale
#Cittadinanza Globale
Realizzata dall’Associazione 46° Parallelo ETS, la mostra analizza i conflitti in corso nel pianeta raccontandone storia, cause e conseguenze, mettendo al centro il punto di vista delle popolazioni coinvolte.
“Wars. Oltre i confini. Dentro i popoli” è un progetto espositivo realizzato in collaborazione con l’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo e Montura, e raccoglie una selezione di immagini prodotte nell’ambito del premio fotografico internazionale WARS, che da anni documenta con sguardo critico e umanista le zone calde del Pianeta.
Attraverso le fotografie di grandi autori del reportage contemporaneo, la mostra racconta territori segnati da tensioni, violenze e resistenze, quali il Myanmar, l’Ucraina, il Kashmir, l’Etiopia e la regione al confine tra Panama e Colombia. Luoghi di “confine” – geografico, politico e simbolico – in cui la guerra diventa lo specchio di società dove i diritti umani sono costantemente messi in discussione.
La mostra non si limita alla cronaca visiva, ma propone una riflessione profonda su cosa significhi “confine” nel mondo di oggi: barriera fisica e psicologica, spazio di esclusione ma anche punto d’incontro, mescolanza, trasformazione.
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CHIESINA
Memoria
#Memoria
She Remembers è una mostra fotografica che esplora il rapporto tra terra, memoria e identità attraverso un linguaggio visivo contemporaneo.
Incentrato sulle comunità beduine in Palestina, in particolare nell’area di Masafer Yatta, il progetto concepisce la fotografia come pratica di ascolto, presenza e relazione nel tempo.
Piuttosto che raccontare eventi in modo diretto, la mostra si sviluppa attraverso frammenti, gesti e
momenti silenziosi. La terra stessa diventa un archivio vivente, una presenza che custodisce e riflette l’esperienza umana nel tempo. Attraverso immagini essenziali e immersive, il lavoro invita a uno sguardo lento e a una riflessione personale.
Al centro di She Remembers vi è un invito a interrogarsi su come la memoria sia legata ai luoghi e su come le immagini possano creare connessioni tra culture ed esperienze diverse.
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VILLA SALA 2
Arte
#Arte
Christian Cerrini (Città di Castello, 1974) approda, con questa mostra, alla pittura del paesaggio urbano dopo anni di indagine autobiografica, attraverso una serie di autoritratti e ritratti misteriosi, fortemente emotivi, centrati sulla frattura del soggetto. In Autoritratto allo specchio (2019) – unica concessione al lavoro precedente – due volti di sé si fronteggiano manifestando un’alterità che abita lo stesso io.
Ciò che nell’autoritratto si manifesta come conflitto interiore, tra compulsione e iperattivazione, nei dittici urbani diventa ambiente. In questi lavori, ciascuna tela è costruita su due densità che occupano circa metà della superficie, e che agiscono come polarità contrapposte. Da un lato una materia impastata e densa, che richiama il bitume in certe stratificazioni urbane, modellata in griglie ortogonali, promessa di razionalità e prevedibilità del mondo. Dall’altro la stesura volatile, ancorché cupa e opprimente, del cielo, dove il colore si sovrappone per morbide velature monocrome.
Il titolo Due volte Polis allude dunque a un passaggio decisivo della nuova ricerca di Cerrini, che si trasferisce progressivamente dalla dimensione interiore a quella collettiva, dalla pittura dell’uomo allo spazio del suo abitare. Il tema del doppio torna come dispositivo visivo e simbolico nel confine fra griglia e nube, controllo e spaesamento. Cerrini non dipinge più l’uomo, ma la condizione alienata e inaccettabile delle nostre periferie, intese come spazio sociale e politico.
Qui a Rondine – piccola polis, luogo della “vita buona”, spazio di ascolto e costruzione condivisa – Cerrini ci mette davanti al fallimento delle nostre gabbie-città, e alla domanda più urgente: quale polis, quale forma di convivenza per l’uomo è ancora possibile?
A cura di Rosario Salvato e Alessandro Sarteanesi
Contributi scientifici di Carla Bagnoli e Piero Dominici
Prodotta da Magonza e dalla associazione culturale Le Nuove Stanze