Mostre 2026


COSTRUIAMO CON ATTENZIONE YOUTOPICFEST

NUOVI INCONTRI E CONTENUTI OGNI GIORNO

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PIANO INTERRATO CIF

Corpo e Anima

#CorpoAnima

RONDINE EXPERIENCE

Un viaggio immersivo tra inquietudine, incontro e trasformazione.
Rondine Experience è un percorso interattivo che invita ogni visitatore a entrare nel cuore del Metodo Rondine attraverso tre esperienze immersive basate sull’interazione tra persone e intelligenza artificiale.
Il viaggio accompagna il pubblico attraverso tre passaggi fondamentali: l’inquietudine, l’incontro con l’altro e la trasformazione.
Nella prima installazione i partecipanti interagiscono con suoni, immagini e suggestioni che danno forma all’inquietudine come motore della ricerca e del cambiamento. Nella seconda il corpo diventa protagonista: il movimento genera immagini in tempo reale, trasformando la presenza individuale in relazione. Nella terza ogni persona crea un’opera unica che entra a far parte di una grande creazione collettiva in continua evoluzione.
Non una mostra da osservare, ma un’esperienza da vivere.
Ogni installazione prende vita grazie all’azione dei partecipanti: ascoltare, muoversi, scegliere, creare. Un percorso che invita a mettersi in gioco e a scoprire come il conflitto possa trasformarsi in incontro, relazione e possibilità di futuro.
Le installazioni sono state sviluppate da Stride, partner del progetto, che ha messo la propria ricerca nell’ambito delle esperienze immersive, dell’intelligenza artificiale e dell’arte digitale al servizio di un percorso dedicato alla pace, alla relazione e alla partecipazione.
Perché la tecnologia, come ogni strumento, esprime il suo valore più autentico quando aiuta le persone a incontrarsi, immaginare e costruire insieme.

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BIBLIOTECA L'ARCA

Memoria

#Memoria

L’Infanzia interrotta e Suoni dalla Guerra

 

“L’infanzia interrotta” è una mostra collaborativa e multidimensionale nata dall’incontro tra War Childhood Museum, World House di Rondine e Rondine International Peace Lab.

Attraverso suoni, oggetti e testimonianze, il percorso racconta la guerra da un punto di vista diverso: quello dei bambini e delle bambine, di chi la vive nella fragilità dell’infanzia e ne conserva tracce profonde nella memoria.

La sezione sonora apre la mostra con un registro anche autoironico, pensato per favorire ascolto e dialogo tra i Paesi dell’ex Jugoslavia, un tempo divisi dal conflitto armato.

Gli oggetti accompagnano poi il visitatore dalle cause politiche della guerra alle sue conseguenze più intime e umane, trasformando storie personali in esperienze capaci di parlare a tutti.

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SALA GIOCONDA

Memoria

#Cittadinanza Globale

Found in Translation: quando le parole costruiscono ponti

 

Una mostra artistica e narrativa nata dall’esperienza di Adelina, Rondine d’Oro kosovara, per raccontare come il linguaggio possa trasformarsi da confine a luogo d’incontro. Le parole possono ferire, dividere, costruire muri invisibili tra le persone e tra i popoli. Ma possono anche aprire passaggi, generare ascolto, diventare strumenti di riconoscimento reciproco.

È da questa tensione che nasce “Found in Translation: quando le parole costruiscono ponti”, una mostra che attraversa il rapporto tra linguaggio, pregiudizio e riconciliazione. Il percorso prende forma dall’esperienza di Adelina, arrivata a Rondine dal Kosovo e oggi Rondine d’Oro, e invita il pubblico a guardare le parole non come semplici segni, ma come luoghi abitati dalla memoria, dal conflitto e dalla possibilità di cambiamento.

Parole che in passato sono state usate per escludere, separare o definire l’altro come nemico vengono rilette alla luce delle 12 parole del Metodo Rondine, trasformandosi in valori di empatia, ascolto e conciliazione. Attraverso storie, immagini e fotografie, la mostra racconta un passaggio essenziale: il linguaggio smette di essere frontiera e diventa dialogo. Perché non sempre la comprensione si perde nella traduzione. A volte, proprio nella traduzione, si trova un modo nuovo per incontrarsi.

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LEOPOLDINA
SOTTO TERRAZZA

Umanità

#Umanità

Nel Silenzio della Paura

 

Questa mostra nasce dal desiderio di aprire uno spazio sincero di ascolto e riflessione su un tema delicato, profondo, spesso tenuto nascosto: la paura. Chi arriva a Rondine guarda spesso agli studenti e alle studentesse della World House come a un esempio di coraggio. Ci sentiamo dire: “Siete bravissimi”, “Avete fatto una scelta straordinaria di venire qui”, “Siete un segno di speranza”. Ed è vero. Ma raramente qualcuno si ferma a chiedere che cosa si muova davvero dentro di noi. Che cosa ci ferisca. Che cosa ci inquieti. Che cosa continui a farci paura. Molte delle nostre paure legate ai luoghi da cui proveniamo: società attraversate da tensioni, ingiustizie, silenzi. Legate ai conflitti che abbiamo visto, alle reazioni delle persone e delle istituzioni, agli ambienti in cui siamo cresciuti e alle domande che ci portiamo addosso anche quando cambiamo Paese, lingua, casa. In questa mostra, quelle paure trovano una forma attraverso il linguaggio dell’arte visiva.

La mostra è curata dalle studentesse della World House di Rondine

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VILLA SALA 1

Arte

#Arte

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Sono passati quattro anni dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina: era il 24 febbraio 2022.

La mostra attraversa questa frattura, trasformando le coordinate geografiche in un archivio intimo della memoria. Che ne è dei luoghi del quotidiano?

Il percorso mette in dialogo immagini provenienti da archivi personali e da Google Street View con fotografie attuali, realizzate dopo i bombardamenti e tratte dai media ufficiali.

Ne emerge un viaggio che interroga la fragilità di ciò che sembra permanente e la forza della testimonianza: gli edifici crollano, ma i ricordi restano, fondamenta di un futuro ancora da scrivere.

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CENTRO INTERNAZIONALE DI FORMAZIONE

Corpo e Anima

#CorpoAnima

Inquietudine. Come custodire la scintilla dell’umano

 

L’opera di Alessandro Marrone nasce nel percorso di avvicinamento a YouTopic Fest 2026 e ha preso forma sabato 16 maggio in Piazza Risorgimento, ad Arezzo, come gesto pubblico di arte partecipativa. Cittadine e cittadini, studentesse e studenti sono stati invitati a contribuire con colori, segni e parole alla creazione di un’immagine collettiva dedicata al tema dell’edizione: “Inquietudine. Come custodire la scintilla dell’umano?”.

Al centro dell’opera una figura fragile e luminosa, attraversata da crepe dorate ispirate al Kintsugi, custodisce una scintilla tra mani protettive, rondini e aeroplani di carta: simboli di ferita, ricomposizione, libertà e desiderio di futuro. Accanto al lavoro di Marrone, l’installazione “Volo Catartico: dallo scarto alla scintilla” ha trasformato paure e pensieri trattenuti in aeroplani pronti a prendere il volo.

Arrivata a Rondine, l’opera porta con sé la memoria della piazza e la voce degli studenti della World House, giovani provenienti da luoghi segnati dal conflitto. È una soglia simbolica: un invito a non cancellare l’inquietudine, ma a riconoscerla come materia viva da trasformare in relazione, ascolto e possibilità di futuro.

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CENTRO INTERNAZIONALE DI FORMAZIONE

Arte

#CorpoAnima

Chi sono io, chi è l’altro / storie vissute, impronte nell’arte

 

La classe 3A Fig. 1 – Arti figurative del Liceo Artistico Piero della Francesca presenta due percorsi espositivi nati da una stessa ricerca: interrogarsi sul conflitto, sull’identità e sul rapporto che ciascuno costruisce con l’altro.

La mostra pittorica “Chi sono io, chi è l’altro” raccoglie opere in cui gli studenti hanno tradotto in immagini il proprio punto di vista sul conflitto. Ogni quadro diventa una domanda aperta: chi sono io quando incontro una differenza? Chi diventa l’altro quando lo guardo davvero? Attraverso colori, forme e composizioni, la pittura diventa uno spazio di ascolto interiore e di confronto.

Accanto al percorso pittorico, la mostra scultorea “Storie vissute, impronte nell’arte” nasce dall’ascolto empatico dei racconti dei ragazzi e delle ragazze della World House di Rondine. Cinque sculture danno forma a storie vere, segnate da guerra, distanza, memoria e trasformazione. Gli studenti hanno raccolto quelle voci e le hanno restituite attraverso la materia, trasformando l’esperienza dell’altro in un’impronta artistica condivisa.

Due mostre, dunque, ma un unico cammino: passare dal conflitto alla relazione, dallo sguardo individuale all’incontro, dall’ascolto alla creazione. L’arte diventa così non solo linguaggio espressivo, ma possibilità concreta di riconoscere l’altro senza cancellarne la storia.

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SALA LEONARDO

Cittadinanza Globale

#Cittadinanza Globale

Wars. Oltre i confini. Dentro i popoli

 

Realizzata dall’Associazione 46° Parallelo ETS, la mostra analizza i conflitti in corso nel pianeta raccontandone storia, cause e conseguenze, mettendo al centro il punto di vista delle popolazioni coinvolte.

“Wars. Oltre i confini. Dentro i popoli” è un progetto espositivo realizzato in collaborazione con l’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo e Montura, e raccoglie una selezione di immagini prodotte nell’ambito del premio fotografico internazionale WARS, che da anni documenta con sguardo critico e umanista le zone calde del Pianeta.

Attraverso le fotografie di grandi autori del reportage contemporaneo, la mostra racconta territori segnati da tensioni, violenze e resistenze, quali il Myanmar, l’Ucraina, il Kashmir, l’Etiopia e la regione al confine tra Panama e Colombia. Luoghi di “confine” – geografico, politico e simbolico – in cui la guerra diventa lo specchio di società dove i diritti umani sono costantemente messi in discussione.

La mostra non si limita alla cronaca visiva, ma propone una riflessione profonda su cosa significhi “confine” nel mondo di oggi: barriera fisica e psicologica, spazio di esclusione ma anche punto d’incontro, mescolanza, trasformazione.

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CHIESINA

Memoria

#Memoria

Sabrina Mukarker. She Remembers

 

She Remembers è una mostra fotografica che esplora il rapporto tra terra, memoria e identità attraverso un linguaggio visivo contemporaneo.

Incentrato sulle comunità beduine in Palestina, in particolare nell’area di Masafer Yatta, il progetto concepisce la fotografia come pratica di ascolto, presenza e relazione nel tempo.

Piuttosto che raccontare eventi in modo diretto, la mostra si sviluppa attraverso frammenti, gesti e

momenti silenziosi. La terra stessa diventa un archivio vivente, una presenza che custodisce e riflette l’esperienza umana nel tempo. Attraverso immagini essenziali e immersive, il lavoro invita a uno sguardo lento e a una riflessione personale.

Al centro di She Remembers vi è un invito a interrogarsi su come la memoria sia legata ai luoghi e su come le immagini possano creare connessioni tra culture ed esperienze diverse.

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VILLA SALA 2

Arte

#Arte

Christian Cerrini. Due Volte Polis

 

Christian Cerrini (Città di Castello, 1974) approda, con questa mostra, alla pittura del paesaggio urbano dopo anni di indagine autobiografica, attraverso una serie di autoritratti e ritratti misteriosi, fortemente emotivi, centrati sulla frattura del soggetto. In Autoritratto allo specchio (2019) – unica concessione al lavoro precedente – due volti di sé si fronteggiano manifestando un’alterità che abita lo stesso io.

Ciò che nell’autoritratto si manifesta come conflitto interiore, tra compulsione e iperattivazione, nei dittici urbani diventa ambiente. In questi lavori, ciascuna tela è costruita su due densità che occupano circa metà della superficie, e che agiscono come polarità contrapposte. Da un lato una materia impastata e densa, che richiama il bitume in certe stratificazioni urbane, modellata in griglie ortogonali, promessa di razionalità e prevedibilità del mondo. Dall’altro la stesura volatile, ancorché cupa e opprimente, del cielo, dove il colore si sovrappone per morbide velature monocrome. 

Il titolo Due volte Polis allude dunque a un passaggio decisivo della nuova ricerca di Cerrini, che si trasferisce progressivamente dalla dimensione interiore a quella collettiva, dalla pittura dell’uomo allo spazio del suo abitare. Il tema del doppio torna come dispositivo visivo e simbolico nel confine fra griglia e nube, controllo e spaesamento. Cerrini non dipinge più l’uomo, ma la condizione alienata e inaccettabile delle nostre periferie, intese come spazio sociale e politico.

Qui a Rondine – piccola polis, luogo della “vita buona”, spazio di ascolto e costruzione condivisa – Cerrini ci mette davanti al fallimento delle nostre gabbie-città, e alla domanda più urgente: quale polis, quale forma di convivenza per l’uomo è ancora possibile?

A cura di Rosario Salvato e Alessandro Sarteanesi

Contributi scientifici di Carla Bagnoli e Piero Dominici

Prodotta da Magonza e dalla associazione culturale Le Nuove Stanze

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